Ecco il Fotografo adatto per il vostro Matrimonio

novembre 05, 2018 Articoli 0

Intervista al fotografo Massimo Di Mascio che dà alcuni consigli per non sbagliare la scelta del professionista chiamato ad immortalare il giorno più bello della vita di una coppia.

Consolidata esperienza nel mondo della fotografia e qualità nei suoi servizi, fanno di Massimo Di Mascio un professionista esemplare in grado di accontentare e soddisfare i gusti dei suoi clienti. A lui rivolgiamo qualche domanda per comprendere le sue idee e la sua proposta, alla ricerca di qualche “trucco del mestiere” che lo hanno reso un punto di riferimento sul territorio per quanto concerne il mondo della fotografia. Una interessante intervista che vuole anche consigliare le persone affinchè possano non sbagliare la scelta di colui o colei che immortalerà attimo dopo attimo la giornata nuziale di una coppia.

A tal proposito Massimo, per ottenere dei risultati eccellenti cosa pensi debba chiedere una coppia che si rivolge al fotografo di matrimonio?

«Gli sposi devono fare affidamento su una persona dalla forte personalità, carismatica e con un piacevole carattere».

Praticamente stai dicendo che è importante sapersi relazionare… Come si comporta quindi un fotografo con i clienti ed i suoi invitati?

«Il tempo che si passa insieme al proprio fotografo rappresenta uno dei momenti più importanti della vita. È fondamentale essere affiancati da una persona che comprenda ogni aspetto, che sia compatibile con il carattere dei clienti, di cui ci si possa fidare e che sappia consigliare nella gestione degli eventuali imprevisti. Questi ultimi per molti potrebbero rappresentare un grande problema, per un fotografo invece potrebbe essere semplice routine. In quel caso saprà far fronte al problema non pronosticato».

Passiamo in rassegna adesso la tua attività personale. E’ prevista anche la parte video nei tuoi servizi matrimoniali?

«Per anni il mio studio ha offerto il pacchetto completo. L’attrezzata sala di post produzione e il personale professionalmente formato nel tempo, mi permetteva di gestire in autonomia tutte le fasi legate alla fotografia e al video. Questo però ha avuto un risvolto negativo per il mio lavoro di fotografo».

Per quale motivo?

«Essendo una persona molto attenta e scrupolosa, durante la giornata del matrimonio mi trovavo spesso a dover gestire anche alcune fasi relative al video, o comunque gravava su di me l’interpretazione di richieste avanzate dagli sposi che mi distraevano da alcuni momenti fotograficamente interessanti. Dopo anni, ripensando e rivedendo alcuni lavori esclusivamente fotografici, ho notato una maggiore completezza del servizio, l’ho percepito più mio, anche se devo dire che le coppie quasi mai si sono accorte della differenza».

Quindi come intendi operare?

«Voglio consegnare agli sposi un album di cui io per primo devo essere soddisfatto, voglio tornare ad avere quella sensazione di impazienza nel far vedere agli sposi le foto del matrimonio, voglio tornare a percepire le emozioni dai loro occhi mentre sfogliano l’album del loro giorno più importante. Fotografia e video, anche se vanno di pari passo, sono due cose completamente diverse. Ognuno necessita di professionalità specifiche: se pensiamo che in quasi tutti i matrimoni c’è la presenza del drone, è evidente che questa attività è anche regolamentata da specifiche leggi che obbligano l’operatore ad avere ad esempio un brevetto di pilotaggio e la copertura assicurativa. Pertanto come potrei realizzare serenamente un reportage di matrimonio? Sono dell’idea che ognuno debba fare bene il proprio mestiere; per i futuri sposi non credo sia un problema avere un contratto in più dentro la loro cartella se tutto ciò si traduce in maggiore qualità».

Offri il servizio di photoboot al ristorante?

«Parliamo di un altro tipo di attività che necessita di attrezzature specifiche e tempi non compatibili con chi deve raccontare la giornata del matrimonio».

Quindi chi chiede un pacchetto completo non può rivolgersi a te…

«La coppia può contare su di me per tutto, ma deve capire che i professionisti che fanno bene il proprio mestiere preferiscono lavorare per sé stessi e non alle dipendenze di un altro. Pertanto metterò a disposizione dei futuri sposi una lista di professionisti degni di questo nome».

Chiudiamo l’intervista con una domanda secca… Posa o reportage?

«Dipende dal carattere degli sposi. Ci sono alcuni più riservati, non a proprio agio davanti a tanti invitati, in questi casi sono io che cerco di creare le condizioni per foto spontanee. Nel caso in cui invece la spontaneità è di casa, che dire… Gli sposi difficilmente si accorgeranno di me».

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